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Vivere EGO Vivere ECO

Come si manifesta l’ego nelle persone? E ancor prima… cos’è l’ego?

Il seguente articolo si pone anzitutto l’obiettivo di far chiarezza su questo argomento ad oggi tanto dibattuto; in secondo luogo, vuole dare una prospettiva della realtà diversa da quella che oggi viene percepita generalmente da coloro che si sentono al centro dell’universo.

Vivere EGO Vivere ECO

Osservando questa immagine si notano subito le forme geometriche distinte collegate alle parole EGO ed ECO.

Nel 1°caso (a sinistra), si nota la forma piramidale, tipica della massoneria e delle strutture (illegali) connesse a molti modelli commerciali, in cui la persona in cima alla piramide è colei che ha maggiori benefici (ad esempio legati alla vendita di un servizio o un prodotto) rispetto a coloro che si trovano al di sotto.

Si tratta in questo caso di una vera e propria gerarchia, ossia un rapporto di superiorità e subordinazione fra persone appartenenti ad una stessa realtà lavorativa, privata o pubblica che sia.

Nel 2° caso (a destra), invece, si nota la forma circolare entro cui tutti gli esseri viventi di natura umana, animale o vegetale, sono inclusi.

All’interno del cerchio non vi sono posizioni di superiorità o inferiorità, nessuno gode di particolari privilegi che ad altri non sono concessi e nessuno è subordinato ad un capo o ad un superiore.

Ma veniamo un attimo alla domanda principale…

 

CHE COS’È’ L’EGO?

L’ego è anzitutto un’illusione.

E’ una percezione dell’Io, la coscienza che si è individualizzata e che ci fa sentire separati da Dio e da tutto ciò che fa parte del Creato.

L’ego non è né buono né cattivo, né giusto né sbagliato… ma, se mantenuto come status quo costante nella propria vita, può farci vivere lontano dalla realtà, come in un limbo privo di consapevolezza e coscienza.

Tuttavia, se vissuto come stato di transito, l’ego è uno stato percettivo utile e addirittura necessario che conduce, attraverso un percorso evolutivo, al riconoscimento di noi stessi come parte del tutto.

Proprio per questa ragione, non ha senso combatterlo o rinnegarlo continuamente.

Tutt’al più andrebbe osservato, accettato e infine lasciato andare.

 

COME RICONOSCERLO?

ego come riconoscerlo

Per riconoscerlo, basta osservare il modo in cui ci poniamo nei confronti della vita.

Osserviamo ad esempio come ci rapportiamo con gli altri, come percepiamo gli eventi che ci accadono e come reagiamo ad essi.

Se, ad esempio, di fronte ad una sciagura che ha colpito il tuo paese, il tuo primo pensiero è Perché proprio qui doveva capitare… perché proprio a me?”, oppure “Non poteva capitare altrove o a qualcun altro?”, allora in tal caso il tuo atteggiamento propende verso l’ego, in quanto non ti stai percependo come parte del tutto, anzi ti stai ponendo, in termini di importanza, al di sopra degli altri.

Qualora la sciagura avesse colpito un altro paese e non il tuo e il tuo approccio dovesse essere invece “Ho intenzione di partire per prestare soccorso e aiuto a coloro che sono stati colpiti da questa sciagura”, direi che il tuo atteggiamento manifesta (almeno apparentemente) un sano senso dell’essere parte del tutto.

Ho esplicitato fra parentesi “almeno apparentemente”, in quanto non sono poche le persone che, per riempire un vuoto interiore o un mal riposto senso di inferiorità, si dedicano ad attività di soccorso ed assistenza per potersi sentire accettati dalla società o semplicemente dentro se stessi.

Anche in tal caso trattasi di ego.

 

COME DISSOLVERE L’EGO

Talvolta, pur non rendendosene conto, l’ego porta a vivere una vita di sconforto e negatività.

L’ego da un certo punto di vista è la vera causa di tutta la nostra sofferenza, qualunque sia la circostanza e la modalità con cui ella si presenta dentro di noi.

Dunque risulta più che mai opportuno comprendere come lasciare andare questa forma di autolesionismo sottile e nascosto.

Il modo migliore, dal mio punto di vista, è il seguente:

  1. Riconoscerlo: attraverso le tue azioni e il tuo modo di percepire le situazioni che ti accadono, riconosci l’ego. Osservalo mentre esprimi un pensiero di stampo egoistico, prendi consapevolezza che quel pensiero non sei tu e che in realtà non ti appartiene affatto.
  2. Lascialo andare: una volta osservato, lascialo andare. Lascia che quel senso di ingiustizia, quel sentimento di superbia o di inferiorità ti abbandonino facendo posto a qualcosa di nuovo.
  3. Trasformalo: trasforma quel sentimento “egoico” in un sentimento di gioia. Come? Percependoti non al centro del mondo, ma come parte del mondo.

 

Il mondo non gira attorno a noi, ma attorno a se stesso. Condividi il Tweet

 

Sii un granello di sabbia nel deserto, più che un’imponente statua al centro di una grande piazza. E sappi che quel granello di sabbia ha la stessa importanza di ogni altro granello di sabbia, né più né meno degli altri granelli.

Ciò, però, non vuol dire affatto sminuirsi, bensì ridimensionarsi e riconoscersi comunque importanti nel tutto e con il tutto.

 

PASSARE DA EGO AD ECO

ego come passare da ego ad eco

La causa che risiede alla radice di tante o tutte le nostre sofferenze, ahimè, è proprio il percepirci non abbastanza o percepirci più importanti degli altri.

  • “Perché lei non mi considera abbastanza?”, pensa un giovane ragazzo nel rivolgere il suo pensiero verso colei che gli piace;
  • “Non mi da sufficienti attenzioni!” dice a se stessa un donna (che non ha ancora raggiunto un equilibrio ed una centratura sentimentale) nel pensare al suo partner;
  • “Devo fare sempre di più e sempre meglio” pensa qualcuno che sta cercando di mettersi in mostra di fronte al suo capo ufficio;
  • “Nessuno mi pensa… nessuno mi considera… nessuno mi vuole bene” pensa quella persona propensa all’autocommiserazione e al vittimismo;
  • “IO sono la più bella, la migliore… le mie qualità superano quelle degli altri” pensa una persona così insicura di sé che ha bisogno di ricorrere all’esaltazione di se stessa, alla vanità e al narcisismo pur di riempire quel vuoto che porta dentro di sé.

Questi sono solo alcuni esempi di persone che stanno vivendo un rapporto insano ed ossessivo con il proprio ego.

Ecco che il passaggio da una modalità ego ad una modalità eco è più che mai necessario, per poter star bene con se stessi e con il mondo che ci circonda.

Per quanto sia semplice questo passaggio, è utile sapere che esso non avviene mai in un solo giorno, bensì necessita di tempo e di continue osservazioni e correzioni, a partire, come abbiamo poc’anzi detto, dalle osservazioni delle proprie percezioni ed azioni.

Il mio consiglio, dunque, è il seguente …

Considerati sempre al pari degli altri: non porti mai al di sopra, né al di sotto, di coloro con cui ti relazioni. Sii onesto, umile e generoso. Abbi pazienza, il tuo momento verrà e allora anche tu sarai omaggiato e festeggiato come gli altri. Evita di correre contro il tempo e dietro agli stereotipi a cui vuoi assomigliare: tu sei già meraviglioso così come sei e non hai bisogno di chi ti applaude o di chi ti acclama. Dio sa tutto ciò che avviene nel tuo cuore e al di fuori di te attraverso le tue azioni, per cui, se non in questa vita, nel futuro aldilà (che ci aspetta tutti dopo la morte), verrai ricompensato dell’amore umile e sincero che avrai saputo donare incondizionatamente durante tutto il corso della tua vita.

 

IL PIÙ GRANDE ESEMPIO DI MODALITÀ ECO MAI ESISTITO

ego il più grande esempio di modalità eco

L’immagine del paragrafo precedente (le quattro pietre poste una sopra l’altra) vuole dare un preciso messaggio: nessuno può raggiungere alte mete se non per mezzo dell’aiuto di altri.

Che tu sia uno scalatore, un corridore, un professionista indipendente o un laureando, potrai riuscire a raggiungere i tuoi traguardi sii grazie al tuo sudore ed impegno quotidiano, ma anche grazie al contributo piccolo o grande di coloro che ti hanno saputo dare anche semplicemente un buon consiglio.

Sii dunque riconoscente e sereno.

Non auspicare alla grandezza, né al metterti in mostra, né all’essere riconosciuto da tutti per le tue qualità.

Il più grande esempio di umiltà e di vero amore lo abbiamo in Gesù Cristo, colui il quale diede la vita per noi e si fece crocifiggere affinché anche noi potessimo passare dalla prigionia della morte alla libertà della vita.

Non dico ovviamente di seguire alla lettera il suo esempio, ma imparare dai suoi insegnamenti può essere per noi quanto meno fonte di salvezza e gioia per questa vita e per quella che ci aspetta.

 

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