Sane relazioni e salute: la storia di Colette

 

E’ molto facile comprendere come avere relazioni sane possa aiutarti a ritrovare un migliore stato di salute o un benessere generale.

Partiamo dal presupposto che ognuno di noi è come una spugna, ossia qualcosa che ha la capacità e la tendenza ad assorbire da qualsiasi cosa, evento o situazione che accade attorno a sé.

Seguendo questa premessa, non ti viene da pensare che sia più saggio, per te, ricercare sempre un ambiente ideale, frequentazioni ideali, nonché un lavoro che ti dia stimoli e possibilità di crescere in armonia con te stessa? Se la tua risposta è “Ovviamente si, ma non è facile!” o ancora “Vorrei tanto, ma non so come fare”, lascia che ti giunga l’ispirazione dalla storia di Colette.

Te la racconto in breve:

Colette, la nostra protagonista, sta passeggiando per le stradine di Parigi. Ad un tratto, rimane piacevolmente colpita dall’atmosfera vivace e frizzante scaturita dalla musica e dagli spettacoli dei numerosi artisti di strada che si susseguono piazzetta dopo piazzetta, vicoletto dopo vicoletto.

[Per entrare meglio nella scena ti consiglio di ascoltare, mentre leggi, un sottofondo musicale stile French Cafe Music” – Youtube]

 

COLETTE

avere relazioni sane, stradine di parigi

Colette rimane incantata dalla musica che un gruppo di musicisti propone all’angolo fra la Boulevard Saint-Germain e la Rue Guillaume Apollinaire, proprio di fronte all’Abbazia di Saint-Germain-des-Prés.

Così decide di fermarsi per ascoltarla. Tanto che si sente attratta e coinvolta, non si accorge dei minuti che trascorrono.

Dopo poco, nota che quel gruppetto di simpatici musicisti stava suonando proprio di fianco ad un graziosissimo Cafe storico di Parigi. Il che aggiunse ovviamente una nota di colore a quel momento già addolcito da quella musica così accogliente ed elegante.

All’improvviso un cameriere le si avvicina. Gentilmente le chiede se gradisce sedersi ad uno dei loro tavolini esterni, conscio del fatto che probabilmente le avrebbe fatto piacere sorseggiare un buon drink e continuare nel contempo ad ascoltare la musica.

Lei, dopo averci riflettuto un istante, gli sorride. Fa cenno di si col capo e si accomoda ad uno dei tavolini.

Nel frattempo un bell’uomo che la nota, le si avvicina offrendole una piccola rosa, colta poc’anzi dal giardino immediatamente antistante al Cafe. Pur non conoscendolo, Colette decide di fidarsi e lasciare che quell’uomo continui il suo corteggiamento.

Parlandoci, si accorge che è una persona gentile e che quel gesto di regalarle una rosa era la manifestazione di un sincero apprezzamento nei suoi riguardi. La serata continua così, tra un bicchiere di buon vino, bella musica, nonché parole dolci e sensate messe al punto giusto.

Quando decide che oramai si è fatta l’ora di andare, Colette saluta Rémy (è così che si chiama l’uomo che le ha offerto la rosa). Lo ringrazia per averla piacevolmente intrattenuta con i suoi racconti, strappandole svariati sorrisi in molte occasioni. Lui ricambia e i due si lasciano.

Colette si incammina ritornando nel suo albergo. Si ferma un attimo all’ingresso della hall e inizia a notare tutti i meravigliosi particolari che rendono, senza ombra di dubbio, quell’hotel il più carino di tutto il quartiere.

Lo aveva scelto con accuratezza qualche settimana prima, quando stava organizzando il suo viaggio per visitare Parigi. Dopo averne visto le foto e letto le recensioni, l’ispirazione l’aveva guidata con convinzione verso la prenotazione.

Purtroppo la mattina seguente Colette è dovuta ripartire per tornare alla sua routine quotidiana. Non era molto felice. Aveva trascorso un meraviglioso weekend nella romantica Parigi ed ora stava per iniziare una nuova settimana di lavoro.

Tuttavia, mentre osservava fuori dal finestrino dell’aereo, ormai in volo, si accorse di avere nella borsetta una piccola pergamena di carta arrotolata con un laccio di color bordeaux.

Sorrise tra sé e sé, senza ancora averlo aperto. Un pensiero felice riuscì a strappare nuovamente un sorriso dalla sue labbra. Srotolò la piccola pergamena notando da un lato un numero di telefono e dall’altro il disegno di una rosa con scritto accanto …

 

la rosa di parigi, chiamami Remy

 

Colette era così felice che anche il suo ritorno alla routine sembrava non rattristarla più. Si rese conto, in quell’istante, che bastò l’incontro con Rémy per tramutare una giornata uggiosa, come quella che la attendeva nella sua città dove il suo aereo avrebbe atterrato, in una giornata dalle mille sfumature colorate di ogni tonalità d’arcobaleno.

Giusto per non lasciare la storia così appesa ad un filo, ti racconto com’è proseguita.

Colette, una volta atterrato il suo aereo, prese un taxi e, in men che non si dica, arrivò a casa. Già, non abitava molto lontano dall’aeroporto e questa non fu certo una scelta casuale per una donna che amava viaggiare prendendo, un weekend si ed uno no, un aereo per una diversa destinazione del mondo.

Tuttavia l’incontro con Rémy l’aveva cambiata. Di lì in avanti, non viaggiava più così spesso, per sfuggire alla vita monotona e alle solite frequentazioni. Viaggiava quando sentiva che era arrivato il momento di visitare una nuova meta che la incuriosiva particolarmente. Ma lei, ora, stava bene anche lì dov’era e con le amicizie, vecchie e nuove, che aveva attorno a sé.

Era come se fosse cambiato qualcosa in lei. Ora non viveva più con un senso di insoddisfazione, bensì con un costante senso di gratitudine verso tutto ciò che le accadeva giorno per giorno. E questo portò Colette a vivere anche in armonia con se stessa, laddove prima era alla continua ricerca di qualcosa (dal monto esterno) che la facesse star bene (nel suo mondo interno).

Ma cos’è successo esattamente a Colette? Cos’è accaduto di così importante da farla cambiare fino a questo punto?

La fiducia che aveva deciso di porre in quell’uomo, Rémy, fu ricambiata da un nuovo stato di consapevolezza. In altre parole, Colette capì che bisognava dare fiducia alle persone e che fosse oltremodo importante il modo con cui ci si relaziona agli altri.

Comprese che sorridere al mondo, con moltissime probabilità voleva dire ricevere un sorriso in cambio.

E capì anche che più si rendeva positiva nei riguardi di qualsiasi evento o circostanza le accadesse nella vita (giusta o sbagliata, bella o brutta, attesa o inaspettata), così la vita stessa era pronta a regalarle nuove emozioni per le quali lei si sentiva sempre più grata.

 

COLETTE E RÉMY 

Colette Remy wild nature soul

Colette e Rémy hanno continuato a vedersi dopo quella serata trascorsa insieme a Parigi. Frequentandosi, hanno scoperto di avere molte più cose in comune di quante avrebbero mai pensato.

Quando Colette venne a sapere che Rémy era un artista, si spiegò anche come fece a disegnare così velocemente una rosa su un piccolo foglietto di carta nel frattempo che lei andasse alla toilette.

Rémy portava sempre con sé un blocchetto di carta e una matita, non per lasciare il suo numero alle turiste straniere (come potresti pensare), bensì per poter disegnare piccoli schizzi veloci durante le attese del tram mentre era seduto al Cafe all’angolo fra la Boulevard Saint-Germain e la Rue Guillaume Apollinaire.

Quegli schizzi, come spesso accadeva, gli suggerivano idee per la realizzazione di nuovi dipinti per esposizioni, mostre o eventi.

Sosteneva, ed io sono completamente d’accordo con lui, che disegnare fosse 10 volte più stimolante e al contempo meno ipnotizzante dello stare al telefono. Per non parlare della dose di fascino che possiede un artista intento a disegnare, rispetto a quella che possiede un normale utente di smartphone nel digitare un messaggio. Di fatto Rémy aveva ancora uno di quei telefoni di vecchia generazione e per lui era più che sufficiente.

 

AMICIZIE E AMBIENTE LAVORATIVO STIMOLANTI

sane relazioni amicizie e ambiente di lavoro

Ritornando a Colette, la protagonista del nostro racconto, c’è da dire dell’altro. Dopo l’incontro con Rémy, con il quale strinse in seguito una relazione seria che sta felicemente continuando ancora oggi, Colette capì che doveva apportare delle modifiche nella sua vita.

Si rese conto che il lavoro che faceva non la soddisfaceva abbastanza, così lo lasciò in cerca di qualcosa di più stimolante. Non ci volle molto affinché ne trovò uno corrispondente proprio ad una sua rinnovata energia interiore.

Riuscì a sistemarsi in un’azienda in cui si sentiva veramente valorizzata per le sue reali capacità e per il suo rinnovato desiderio di dare al mondo qualcosa di bello che solo lei poteva dare.

Perché ognuno di noi, devi sapere, ha qualcosa da dare al prossimo, che altri non hanno. E’ proprio questo uno dei segreti della vita:

la condivisione di quanto abbiamo di bello dentro noi stessi con le persone che ci sono attorno.

 

Colette si sentiva apprezzata oltre ogni sua aspettativa per il contributo che dava all’azienda e per la qualità di vita che contribuiva a promuovere nell’azienda stessa. Era più che soddisfatta ora della sua vita e questo, ovviamente, non poteva che renderla ancor più felice di quanto già fosse.

Ma ciò che la sorprese ancor più positivamente, fu che riusciva finalmente ad apprezzare per intero la sua vita. Aveva ritrovato una relazione (oramai persa) con il padre, il che fu un autentico miracolo per coloro che sapevano in che rapporti erano.

Iniziò a mangiare prestando più interesse alla sua salute. Capì che molto di quello che lei chiamava cibo, in realtà le recava solo fastidi alla digestione. Ma ciò a cui non riusciva a credere, è che aveva visto scomparire giorno dopo giorno quei fastidiosi sfoghi di psoriasi sulla pelle.

Notò che l’abbinamento di uno stile alimentare più salutare con uno stile di vita più confacente alle proprie attitudini (come quello che viveva adesso), l’avevano aiutata a guarire dalla psoriasi e anche da molti problemi di stomaco che aveva sin dall’adolescenza e che non era mai riuscita a vincere con le cure mediche.

A tal proposito ti consiglio di dare un’occhiata anche ai seguenti articoli:

 

 

NON SOLO LE RELAZIONI, ANCHE L’AMBIENTE CIRCOSTANTE CI INFLUENZA

relazioni salutari e ambiente esterno

Quindi a conclusione di quanto appena letto, possiamo dire che:

Le relazioni influenzano notevolmente la nostra vita anche da un punto di vista salutare. Condividi il Tweet

Avere delle buone amicizie, coltivare delle sane relazioni con la propria famiglia, con il proprio partner e in generale con tutti coloro con i quali ci rapportiamo anche nel mondo del lavoro, è sicuramente importante per mantenerci in salute.

Al contrario, avere costantemente a che fare con personalità che vivono perennemente nella depressione, in stati di rabbia, o che si rivolgono agli altri in toni accusatori, conduce il nostro stato d’animo e quindi la nostra salute verso le frequenze negative più basse e prima o poi diventeremo anche noi come loro (è meglio saperlo prima credi a me!).

Quindi, prima che lo zoppo ti insegni a zoppicare, valuta la tua cerchia di amicizie e sii pronta a prendere le giuste distanze da coloro che prosciugano le tue forze come fanno i cosiddetti “vampiri energetici”.

Questo non è un atto di egoismo, ma significa avere un sano rispetto di se stessi, proteggendosi da tutti coloro che vivono vibrando a frequenze completamente diverse dalle tue.

Compreso questo, è altrettanto importante capire che anche l’ambiente circostante ci influenza.

Lavorare a contatto con ambienti che ci stimolano positivamente, è fondamentale per il nostro stato di salute.

Per cui se ami il parco, prova a portar lì il tuo portatile, siediti sul prato e dedicati pure alle tue mansioni di lavoro come fossi a casa o in ufficio. In altre parole, sentiti pure a tuo agio. Stesso dicasi se ami la montagna o il mare o semplicemente la biblioteca di città. Ciò che importa è che scegli il tuo luogo ideale, ossia quel luogo dove ti senti maggiormente ispirata.

 

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