Falafel recipe

Falafel: le origini e la ricetta!

Falafel recipe

Falafel: le origini e la ricetta!

Falafel: origini

ACCENNI STORICI E CURIOSITÀ

Dal Medio Oriente (Israele, Palestina, Iran, Libano, Egitto, Libia, etc.) agli Stati Uniti, all’Indonesia e all’Europa (in particolare in Germania) i falafel sono stati letteralmente inglobati nelle abitudini culinarie locali da chef o aspiranti tali e da cuoche o cuochi in famiglia.

Tuttavia, se chiedi a qualcuno da dove provengono i falafel, è molto probabile che non riceverai mai la stessa risposta. Molti ti risponderanno…

 

ovviamente vengono dall’Israele, che domande!,

altri ancora…

dallo Yemen o dalla Palestina oppure no, aspetta… dalla Turchia si!

 

Le controversie nei singoli paesi, sono più che mai accese. Gli israeliani lo hanno giudicato come uno dei piatti che fanno parte dell’eredità culinaria nazionale. Nel frattempo i palestinesi dichiarano che sia un piatto di origine araba e per tale ragione si sentono spesso risentiti nell’ascoltare le testimonianze israeliane.

E continuando, ci si imbatte in nuove dispute, secondo le quali sono sempre più le voci che affermerebbero che il falafel sia di origine libanese. Qualche yemenita addirittura dice “ma cosa state dicendo… il falafel è roba nostra!”.

Insomma la questione sembra aperta più che mai. In particolare, per quel che riguarda l’Israele e la Palestina, sembra che il confronto si sia spostato da un livello culinario ad una rivalità di tipo politico legata a questioni di legittimità e identità nazionale.

Nonostante comunque tutte le sopracitate affermazioni e controindicazioni, pur non essendoci certezza assoluta, alcune fonti attendibili ritengono che il falafel abbia avuto origine in Egitto.

Origine falafel Egitto

Si può sostenere, quindi, che il falafel sia relativamente moderno. Come hanno dimostrato Paul Balta e Farouk Mardam Bey, rispettivamente giornalista e scrittore francese il primo e editore nonché storico di natura franco-siriana il secondo, il falafel appare nella letteratura egiziana solo dopo che la Gran Bretagna occupò l’Egitto nel 1882.

Si suppone che, gli ufficiali della marina britannica, dopo essersi affezionati alle polpette di legumi conosciute in India, possano aver chiesto ai cuochi egiziani di riprodurle con ingredienti locali. Di fatto, a quell’epoca molte erano le pietanze cucinate in India che somigliavano alle attuali falafel. Tra queste le cosiddette vada e bonda, ossia delle polpette di patate dapprima infarinate con la farina di ceci e poi fritte.

Volendo dar credito dunque a queste notizie storiche, il falafel nascerebbe quindi ad Alessandria d’Egitto. Questa città allora come ad oggi era il porto principale d’Egitto e rappresentava quindi un importante punto di snodo per le rotte commerciali dell’Impero Britannico.

Inizialmente il falafel veniva preparato con le fave, che ne rappresentavano l’ingrediente principale. Dalle stesse fave, infatti, (fūl) nella lingua locale, deriva il nome falafel.

 

Continuando a viaggiare, il falafel cambia ricetta e muta gli animi della gente!

Dopo aver conquistato i palati egiziani, il falafel iniziò a viaggiare e a farsi conoscere in molti altri paesi. E’ difficile definire una traiettoria o una rotta del percorso seguito negli anni, tuttavia ci è consentito fare alcune semplici considerazioni.

Subito dopo la prima guerra mondiale, dopo essere stato proposto in Libano, ed in particolare nella sua capitale Beirut, il falafel costeggiò il Mar Rosso approdando nello Yemen e contemporaneamente espatriò raggiungendo la Turchia e la Libia. Durante il suo cammino, subì alcune importanti modifiche. Ad esempio in alcune città le fave furono sostituite dai fagioli, in altre dai ceci.

Una delle motivazioni per le quali il falafel ha riscontrato tanto successo nel mondo, risiede nel fatto che gli ingredienti sono facili da trovare e soprattutto sono economici, ovvero alla portata di tutti.

Un altro pregio di cui i falafel possono vantarsi è che talvolta sono stati serviti caldi, altre volte freddi. Una qualità questa che si può ritenere vincente, soprattutto se si è nel dubbio di cosa cucinare a pranzo o a cena.

Un’osservazione che ho particolarmente apprezzato sul falafel è la seguente:

 

Nonostante sia un alimento che abbia diviso l’intero Medio Oriente… in realtà, sotto sotto, in altri paesi il ruolo di questa famigerata crocchetta ha avuto un riscontro del tutto contrario. Se tutte le culture che lo hanno sperimentato a tavola lo hanno apprezzato e col tempo anche amato, più che un cibo divisorio, direi che si è trattato di un cibo che ha unito. Questo dimostra che anche una semplice ma gustosissima polpetta, può riunire e far superare le differenze anche nei più patriottici e scettici!

 

 

RICORDO QUANDO LE HO CUCINATE PER LA PRIMA VOLTA …

Se la memoria non mi inganna, la prima volta che ho cucinato i falafel è stato nel 2012. In quel periodo divenni vegetariano e così iniziai ad interessarmi sempre più a nuove ricette. Quando assaggiai per la prima volta presso un fiera d’Oriente questa pietanza, fu come un primo amore. Rimasi così colpito dal sapore di quelle polpette che decisi subito di mettermi all’opera e provare a riproporle a casa alla mia famiglia.

Vuoi sapere cosa accadde?

Al primo tentativo, feci i migliori falafel che io abbia mai cucinato

Ed ora, sarò felice di passarti la mia ricetta!

 

RICETTA: Falafel

Ricetta falafel

INGREDIENTI (per 4 – 6 persone)

  • Ceci secchi, 500 gr lasciati in ammollo per almeno 24/36 ore (o in alternativa 2 barattoli di ceci bio da 240 gr ciascuno – peso da sgocciolati)
  • Aglio, 3 o 4 spicchi
  • Cipolle, 2 medie
  • Prezzemolo fresco, 50 gr
  • Cumino in polvere, 1cc
  • Bicarbonato di Sodio, ½ cc
  • Sale, q.b.
  • Olio Evo
  • Farina di ceci, quanto basta
  • Pan grattato, quanto basta

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UTENSILI ~ Per questa portata sono necessari:

  • Robot da cucina
  • Ciotola per contenere il composto di ceci
  • Padella antiaderente

TEMPO DI PREPARAZIONE ~ 30 min

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PREPARAZIONE

Ceci secchi o in scatola. Per prima cosa, se decidi di usare i ceci secchi, è necessario averli messi in ammollo per almeno 24/36 ore. Dopodiché scolali della loro acqua di ammollo e asciugali con dei tovaglioli.

Altrimenti se decidi di usare i ceci precotti in scatola, risciacquali per pulirli dalla loro acqua di conservazione e, “pizzicandoli”, privali della pellicina esterna.

~

Soffritto. In una padella fai soffriggere leggermente un mix di acqua ed olio (al 50% e 50%) con aglio tritato e cipolle a strisce. Trita il prezzemolo e versalo nella stessa padella. Fai rosolare il tutto per pochi minuti e poi spegni sotto al fuoco.

Nel frattempo nel robot da cucina, trita i ceci, aggiungendo poca acqua e un filo d’olio. (I ceci dovranno assumere la consistenza di una crema)

Quando avranno raggiunto questa consistenza, aggiungi il composto così ottenuto in padella. Mescola per un paio di minuti per far insaporire il tutto.

~

Robot da cucina. Spegni sotto al fuoco e lascia raffreddare il composto. Dopodiché riversa il tutto nel robot da cucina, aggiungendo il cumino in polvere e il bicarbonato di sodio. Aziona nuovamente il robot e trita il tutto regolando di sale.

Se il composto è troppo denso, aggiungi un filo d’acqua con un po’ d’olio. Viceversa, se è troppo liquido, aggiungi la farina di ceci.

~

Crocchette. Crea delle palline di circa 30 gr e falle rotolare in un piatto con del pan grattato.

A questo punto, una volta che saranno pronte, dovrai scegliere se friggerle oppure fare come ho fatto io: ossia cuocerle in forno a 180° per circa 25 min, oppure ancora (come ho fatto in altre occasioni) cuocerle in una padella antiaderente con un filo d’olio, girandole su se stesse fino a farle dorare su ogni “lato”.

 

Consiglio: se desideri speziare maggiormente per accentuare il sapore, puoi aggiungere al composto 3 cucchiai di salsa tahini!

 

~

Et voilà, i falafel sono pronti per essere serviti!

Mi raccomando, se hai modo di provare la ricetta, lasciami un tuo feedback qui sotto nei commenti!

 

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