Falsi pregiudizi verso la scelta vegana

Cosa pensa generalmente un onnivoro quando sente per la prima volta il termine “vegan”? Quali sono i suoi principali dubbi riguardanti l’alimentazione vegana? Le prime sensazioni che avverte nel vedere qualcuno che ha fatto già questa scelta di vita sono del tipo “Oh mio Dio, questo è un alieno!” oppure “Caspita, mi incuriosisce, voglio saperne di più”?

Sapete, ogni volta che mi sono ritrovato a parlare con qualcuno di alimentazione vegan, di benefici sulla salute che questa scelta comporta inevitabilmente, di ottimo e gustoso cibo… notavo che chi mi ascoltava aveva lo sguardo di chi fosse in una via di mezzo tra lo scetticismo e la curiosità. Ad essere del tutto sincero, la maggior parte delle volte i visi che avevo di fronte erano, direi, totalmente perplessi, sbigottiti, sconcertati e c’è chi sembrava addirittura traumatizzato.

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Solo il 20% delle volte notavo persone realmente interessate, che si spingevano a fare domande, che volevano saperne di più. Ed è proprio in queste situazioni che sono nate le migliori conversazioni. A volte, con alcuni di loro, ho stretto anche una bella amicizia.

Purtroppo, la maggior parte delle volte, mscreenshot_2016-10-29-10-26-40-1i ritrovo ad affrontare persone che, per via dei pregiudizi e del loro carattere non propriamente neutrale, si rivolgono a me in maniera scontrosa e talvolta anche offensiva. E rivolgendomi a loro, tanto per essere chiari, nessuno vi ha chiesto di diventare vegani… se ne sto parlando è soltanto perché qualcuno me l’ha chiesto.

Eh si, perché oramai ho rinunciato già da tempo a parlarne volontariamente. Mentre all’inizio mi ritrovavo facilmente a dire “sai io sono vegano…” e lo facevo in modo del tutto spensierato, oggi mi guardo bene dal dirlo apertamente. Il più delle volte, se sento di volerne parlare, cerco di capire prima se di fronte ho persone adatte all’ascolto o se sono quei tipi di persone che camminano con l’ascia da guerra aggrappata alla cintura e alla prima occasione sono pronte a lanciarla sul primo malcapitato.

Solo col tempo, ho cercato di capire come mai queste persone si comportano così. Ho pensato quindi che sarebbe stato utile immedesimarsi in loro per capire da dove nascono queste reazioni. Quali sono le loro preoccupazioni. Cosa li spinge a controbattere, a volte in maniera piuttosto aggressiva, un vegano e le sue scelte. Solo così, ho pensato, troverò il modo migliore per relazionarmi a loro, facendo si che la conversazione possa essere produttiva e piacevole. Sapete come si dice… bisogna conoscere il proprio nemico e scoprirne in anticipo le sue mosse per poter vincere la battaglia.

Bene quindi, quali sono questi falsi pregiudizi? A mio parere sono questi:

  1. Diventare io vegan? Ma neanche morto! Io voglio godermi la vita in maniera spensierata.
  2. Vegan? No, grazie. Quando mangio vorrei gustarmi il cibo, non mangiare qualcosa che non abbia né aroma né gusto. Io voglio mangiare qualcosa di saporito!
  3. Io vorrei, ma così facendo, ogni volta che uscirò a mangiare fuori non potrò prendermi nulla!
  4. Ehm, io lo farei anche… ma cosa penseranno i miei amici? E i miei genitori? Ho paura che non approverebbero. Anzi mia mamma già non sapeva cosa cucinare quando mio fratello è diventato vegetariano, figuriamoci se io divento vegana.
  5. Se diventassi vegano, non saprei neanche come vestirmi. Ogni capo di abbigliamento, scarpe, giacca probabilmente contiene qualche derivato animale. E’ impossibile vestirsi senza poter attingere da prodotti di origine animale.
  6. Essere vegani significa essere radicali ed estremisti. Io sinceramente mi reputo una persona moderata e ogni scelta estrema la reputo sbagliata. No grazie, io rimango onnivora.
  7. Ma cosa dici? Noi abbiamo bisogno di nutrirci nel modo giusto. Le proteine nobili da dove le prendi? E il ferro? Il calcio? L’omega 3? La B12? Andiamo, solo gli stolti e quelli che non sanno nulla di nutrizione diventano vegani.
  8. Dio ha detto che noi possiamo mangiare tutto. Ha messo a disposizione dell’uomo ogni animale su questa terra affinché lui possa nutrirsene e andare avanti.
  9. Dici che diventare vegan aiuterebbe il pianeta. Ma che mi dici a proposito di inquinamento provocato dai mezzi di trasporto e dalle industrie?
  10. Tu credi che mangiare carne, pesce, uova e latticini faccia male. Ma lo sai quanti veleni chimici sono stati usati per proteggere le piante che mangi? Lo sai quanti pesticidi spruzzano sulla frutta e la verdura? Non credere che mangiar vegano sia la soluzione migliore per star bene, anche l’aria che respiri è inquinata.

Su per giù, credo di aver riassunto i principali dubbi che albergano in molte persone e che si manifestano in coloro che si imbattono in un qualcuno che ha scelto di diventare vegan. Vediamo di risolvere qualche dubbio, vanificare qualche problema e sfatare qualche mito di troppo.

Innanzitutto vorrei partire da una considerazione. Diventare vegan non vuol dire portare sulle proprie spalle una croce, non vuol dire immolare la propria vita per la patria, non vuol dire rinunciare a divertirsi o sacrificare la propria felicità per il benessere di qualcun altro. Non vuol dire seviziarsi, torturarsi con delle scelte troppo drastiche e limitanti. E non vuol dire nel modo più assoluto rinunciare a godersi la vita.

Al contrario. Chi viene a conoscenza del mondo che c’è dietro la scelta etica, ambientale e salutistica vegan, non può che gioire nell’aver avuto l’opportunità di aprire i propri occhi e guardare la realtà senza veli. 

Tu sei l'unica persona che può decidere di avere una vita felice e piena di salute.

Tu sei l’unica persona che può decidere di avere una vita felice e piena di salute.

Poiché per ognuno dei 10 punti riportati sopra ci vorrebbe un adeguato approfondimento, in questo articolo mi limiterò a dare delle spiegazioni (sufficienti ma non consistenti) per risolvere qualche pregiudizio e far si che ogni onnivoro che pone in contrasto con la scelta vegan possa ricredersi.

Punto 1. E’ vero che quando si conoscono le vere motivazioni etiche della scelta vegan, si finisce col fare molta più attenzione a ciò che si compre al supermercato e nei negozi di abbigliamento. Ma è altrettanto vero che, dopo essersi abituati al nuovo stile di vita, si vive con una nuova consapevolezza che ci rende più felici (visto quante vite stiamo contribuendo a salvare giorno per giorno). Mentre prima eravamo abituati ad entrare in un supermarket e comprare ogni tipo di merendina, affettato e prodotto caseario che ci stimolasse il desiderio, oggi entriamo comunque in un supermercato, ma ci soffermiamo soprattutto al reparto della frutta e verdura. Ciò vale anche per chi la frutta e la verdura non la ama, si. Poiché col tempo la scelta vegan fa si che anche gli alimenti più naturali per l’uomo (ossia proprio frutta e verdura) vengano non soltanto apprezzati maggiormente ma addirittura desiderati profondamente.

Punto 2. Io ricordo che quando ero più piccolo di frutta ne mangiavo davvero pochissimo. Adoravo invece farmi le zuppe di latte, bagnare il biscotto ed aspettare che si spugnasse per tirarlo su con il cucchiaino e mangiarlo. Oggi si me li mangio ancora i biscotti e li immergo ancora in una buona tazza di latte, ma i biscotti sono quelli vegan che mi produco io in casa e il latte è quello d’avena, di farro, di soia o di riso che compro nei supermarket (oggi tutti ne sono provvisti). Ma ciò che desidero con vero ardore, non è tanto la zuppa di latte come era un tempo, bensì un buon frutto di stagione (come i cachi che in questo periodo, ottobre, vanno alla grande).

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Per cui quando vedete qualcuno che sia diventato vegan, non pensate “poveraccio, questo tipo non deve gustarsi più niente… chi gliel’ha fatto fare”. Perché così come esistono ottimi dolci, ottimi primi piatti, ottimi antipasti, secondi e contorni per gli onnivori, così esistono anche ottimi dolci, primi piatti, antipasti, secondi e contorni per i vegani. E fidatevi se vi dico questo, poiché io stesso sono cuoco e pasticcere vegano e i miei dolci e la mia cucina sono apprezzati da molti (soprattutto dai non vegani, i quali si sono sorpresi del gusto che una pietanza vegana potesse sprigionare). A dire il vero forse quelli vegani sono anche più buoni, in quanto essendo più leggeri (dal punto di vista digestivo intendo) si possono mangiare leggermente in più.

Punto 3. Quando esci, sia se vai in pizzeria, sia se vai al ristorante o in un pub, avrei sempre modo di poter scegliere qualcosa che sia vegano. Bada bene che per scegliere qualcosa di vegano, non devi trovare per forza la sezione “Menù vegan”, no. Basterebbe che tu dicessi al cameriere, “vorrei un panino con patate al forno, melanzane sott’olio e funghi, grazie”, stesso dicasi per la pizza. Insomma il tipo di panino e il tipo di pizza puoi inventarteli anche tu. Hai una vasta scelta di ortaggi e verdure a tua disposizione. C’è anche il pub che è un pò più all’avanguardia ed è per questo più fornito. A lui potrai chiedere anche prodotti tipici dell’alimentazione vegan: burger di soia, wurstel vegani, formaggi e creme spalmabili vegan, etc.

Punto 4. Più che quello che pensano i tuoi amici, io direi che importa quello che pensi tu di te. Non lasciarti deviare da considerazioni esterne, non aver paura di andare contro alla massa. Con questo non dico ovviamente non ascoltare nessuno, ma semplicemente ragiona… e fallo con la tua testa. Prova, sperimenta, mettiti alla prova, apriti a nuovi orizzonti. Anche tua mamma se sarà aperta a nuovi orizzonti col tempo si adeguerà, ne riconoscerà i benefici. Magari comprale un libro di alimentazione vegan o di ricette vegetali, sicuramente se è aperta mentalmente la incuriosirà e saprà cosa cucinare di ottimo sia per te che per tuo fratello.

Punto 5. E’ vero che facendo questa scelta, bisogna cercare di essere quanto più possibili coerenti. Non va bene se qualcuno dice “non mangio carne” ma poi indossa le scarpe e il giubbotto di pelle. Ma è altrettanto vero che bisogna darsi il giusto tempo affinché si possano concretizzare i cambiamenti. Non si può pretendere tutto e subito, specialmente se un uomo o una donna per 40 anni hanno sempre creduto e vissuto uno stile di vita del tutto conforme a quello che la società proponeva. Eh si, perché è alla società che dobbiamo ringraziare se tante cose che riguardano l’ambiente, l’etica e la salute non le sappiamo; dobbiamo ringraziare i mass media se crediamo davvero che la mucca sia libera di girovagare nei prati della valle e che sia felice di donarci il suo latte; dobbiamo ringraziare le multinazionali del cibo e dei farmaci (in combutta tra loro) se oggi il numero delle malattie sono in continua crescita e se hanno reso schiavi delle pillole la stragrande maggioranza della popolazione. Dobbiamo “ringraziare” loro, Si!

Comunque ci sono moltissimi capi del settore dell’abbigliamento che non contengono derivati animali. Oggi ci sono addirittura negozi di scarpe e di abbigliamento, completamente vegan. Molti di questi hanno anche un sito internet dove è possibile acquistarli online.

Punto 6. E’ comprensibile che chi ha vissuto per anni con uno stile di vita, nell’affacciarsi ad un nuovo stile di vita che sia apparentemente più limitante, possa considerarlo estremista. Ma dipende tutto dai punti di vista. Io potrei dirti, anche un bambino cresciuto nei quartieri più degradati di Napoli, che è abituato a rubare, comprare e vendere droga, essere picchiato se non svolge queste mansioni per conto del suo camorrista di quartiere, se dovesse cambiar paese e vivere la sua vita andando in una scuola dove rispetta i compagni, tornare a casa e fare i compiti, vestirsi con un abito più signorile, entrare in un negozio di giocattoli e comprarne uno con la paghetta dei genitori anziché rubarlo… anche per lui questo nuovo stile di vita sarebbe, come dici tu, “radicale ed estremista”.

Per me sinceramente mangiare senza dover far si che la mia scelta ricada sulla vita di un altro essere vivente, tra l’altro del tutto senziente, non significa essere radicale ma essere umani, significa aver aperto gli occhi e aver chiesto alla propria coscienza se mangiare la carne di un coniglio o di un capretto sia giusto, significa aver capito la sofferenza provocata in un altro essere vivente e decidere di esserne più artefice. Diventare vegan significa aver ritrovato il senso dell’etica, del giusto, del rispetto e dell’amore verso ogni verso vivente.

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Punto 7. Si dia il caso, caro amico, che l’essere umano sia stato riconosciuto ampiamente come frugivoro. Ossia il suo cibo per eccellenza è la frutta. L’unico vero carburante di cui ha bisogno è la frutta e la verdura in forma cruda. Questo non vuol dire essere radicali, bensì capire qual’è la verità e riconoscere qual’è la strada giusta da perseguire. Sappi che sono proprio gli onnivori ad avere i principali problemi di carenze di ferro e calcio. L’omega 3 e la B12 sono elementi che fanno parte della natura e dell’alimentazione vegana. E le proteine nobili (oltre al fatto che di nobile non hanno un bel nulla perché sono appartenenti ad una carcassa di un povero animale morto affinché tu ti saziassi), sono uno dei mali più grossi, causa di innumerevoli malattie. Di proteine noi ne abbiamo bisogno eccome, ma di quelle semplici e provenienti dalla natura. Tu credi di fornirti di questi elementi mangiando la carne o il pesce o i latticini, ma secondo te questi animali da dove si forniscono? Dalla natura. Purtroppo su questi argomenti bisognerebbe dilungarsi un pò di più, per cui mi prefiggo di scrivere in futuro uno o più articoli riguardanti le sostanze di cui il corpo umano ha realmente bisogno e dove le può prendere. Per intanto sappi che se ci nutriamo di frutta, verdura, legumi, cereali e semi, abbiamo già tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Punto 8. Anche quì ci sarebbe un lungo discorso da fare. E anche su questo scriverò a breve un articolo. Ma per ora mi soffermo giusto su questo. Se credi veramente in Dio, dovresti anche sapere qual’è il suo principale insegnamento: Ama. In questa parola ha racchiuso tutto, non c’è altro da dire. Eppure io non ci vedo alcun amore nel rendere gravida una mucca artificialmente, sequestrare il suo piccolo appena nato (facendolo crescere in una camera con una luce accesa 24 su 24 affinché cresca più velocemente) rubarle il latte destinato al suo vitello per darlo invece agli umani usufruendo di un sistema meccanico di aspirazione dalle sue mammelle provocandole di conseguenza infezioni e tumori ed infine uccidendola mandandola al macello, perché non poteva più servire in tali condizioni come mucca da latte. Dov’è l’amore in tutto questo dimmi? Credimi Dio non c’entra nulla con tutto ciò, la responsabilità è soltanto nostra.

Punto 9. Non c’è dubbio che l’inquinamento dovuto ai trasporti e alle industrie stia peggiorando la salute del pianeta. Ed è giusto che ci si mobiliti anche per affrontare questi discorsi. Io ad esempio la maggior parte delle volte mi muovo a piedi o in bicicletta se devo raggiungere distanze un po più lunghe. Usufruisco di aerei e navi molto raramente. Se devo muovermi da una città all’altra, la mia scelta ricade sempre sul treno. Ma sappi che il 1° fattore di inquinamento atmosferico è rappresentato dagli allevamenti intensivi degli animali, i quali producono circa il 22% sulle emissioni totali di gas metano a livello globale. Come dire, se vuoi iniziare ad aiutare il pianeta, inizia proprio da ciò che rappresenta il pericolo maggiore… diventa vegan!

Punto 10. Sono ben consapevole del massiccio uso di agenti chimici sulla frutta e sulla verdura. Ma tu credi che mangiando carne ne sei fuori? Secondo te gli animali che arrivano nel tuo piatto, che tipo di verdure mangiano? Non sono forse anche quelle verdure trattate con sostanze chimiche? Ebbene, mangiando carne non soltanto ti mangi comunque le sostanze chimiche, ma mangi anche antibiotici, ormoni, antinfiammatori che gli allevamenti intensivi danno a questi animali. Come dire, è inutile che cerchi una scusa per continuare a mangiare carne.. se proprio non ce la fai, dì semplicemente ci penserò e vedrò col tempo di cambiare. Probabilmente fai anche più bella figura.

In merito invece alle verdure e frutta piene di pesticidi… è chiaro che l’ideale sarebbe coltivarle voi stessi. Possedere una terra e piantare degli alberi. In ogni stagione potreste coltivare legumi, verdure e ortaggi tipici di quel periodo dell’anno e conservarvi i semi per l’anno successivo. Laddove non si può, la cosa migliore è comprare il cibo biologico. Sappiate che già se mangiate frutta e verdura non biologica e fate quindi la scelta vegan, già il vostro stato di saluta migliora enormemente. Non solo, questo vi consente di essere in pace con la natura e con il mondo intero. Questa si che è una vita degna di essere vissuta!

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